Veduta
dell'area
dall'alto
del teatro.
La
scalinata che porta
all'interno
del teatro
.
L'anfiteatro
visto dal teatro.
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Del
teatro romano di Cividate è attualmente visibile circa un terzo
del totale delle strutture.
Una
parte del muro di summa cavea si trova attualmente in un’area privata a
monte della strada moderna; nell’area archeologica sono invece visibili
una parte della sostruzione della cavea, l’adito e la versura del
lato destro con parte dell’edificio scenico, il postscenio e la porticus
post scaenam, cioè il portico retrostante la scena.
Il
teatro di Cividate Camuno ha la cavea appoggiata al pendio della
montagna nella parte centrale, mentre le due parti laterali, dette ali,
sono costituite da due grandi terrapieni contenuti dai muri perimetrali.
Il terreno era sigillato da grandi gettate sovrapposte di opera cementizia,
sulle quali erano disposti i gradini. L’adito era il passaggio che collegava
l’orchestra alla versura e permetteva l’accesso alla parte bassa della
cavea e ai suoi sedili; era coperto a volta e su di esso si disponeva la
parte più a valle dei gradini del teatro. Il muro a valle dell’adito
fu contraffortato con un secondo muro in fase di costruzione della versura
o subito dopo, per favorire la stabilità della costruzione. Era
possibile entrare sulla scena dalla versura oppure da un corridoio di servizio
interno collegato con il postscenio.
L’edificio
scenico era invece collegato con l’area antistante tramite due scalinate
che permettevano l’accesso alle versurae, i moderni foyers, mentre due
scale più piccole, appena distinguibili, collegavano il postscenio
al portico. Quest’ultimo era aperto e presentava una columnatio, di fronte
alla quale, sulla piazza, doveva essere posta una fontana nella quale si
riversavano le acque provenienti dall’euripo che convogliava le precipitazioni
dalla cavea e forse anche le acque dell’acquedotto che correva a monte
dell’anfiteatro in direzione del teatro. Le medesime acque potevano essere
utilizzate, all’interno dell’edificio, sia per le fontane che per la creazione
di giochi d’acqua.
L’acquedotto
è in realtà preesistente al teatro e doveva un tempo servire
a convogliare l’acqua all’edificio che è stato scoperto sotto il
portico del teatro.
Il
teatro fu realizzato, nella zona della cavea e della versura, in pietre
spaccate e malta con paramento in pietre oppure in pietre e ricorsi di
laterizio successivamente intonacato. L’edificio scenico aveva anch’esso
la struttura in pietre spaccate e malta, ma era rivestito nelle parti verso
la piazza di lastre di calcare grigio che costituivano ovunque la pavimentazione,
verosimilmente le gradinate per il pubblico e il fronte della scena di
cui manca ora qualsiasi elemento.
Dei
rivestimenti delle murature sono rimasti in opera pochi resti, mentre solo
il pavimento dell’adito si è salvato dalla depredazione a cui fu
sottoposto l’edificio poco tempo dopo la fine del suo utilizzo. I suoi
elementi strutturali furono infatti ridotti in pezzi e in parte utilizzati
per farne calce da costruzione, grazie ad una calcara creata in epoca tardo
antica (V secolo d.C.) all’interno del portico del teatro e in parte come
materiale da costruzione.

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