Veduta parziale del parco. 
Sullo sfondo l’abitato di Cividate Camuno.

Veduta parziale del parco con (a destra). 
La copertua in ferro e vetro 
protegge il settore di gradinate conservato.
In  primo piano un settore dell’anfiteatro. 
Sullo sfondo le strutture 
dell’edificio termale 
parte del probabile ludus gladiatorio.

L’area si trova ai piedi del monte Barberino in luogo ben esposto al sole e fu riservata ai due edifici da spettacolo dopo il primo impianto della città. Attualmente sono visibili può  circa un terzo del teatro e tutto l’anfiteatro con i suoi edifici annessi. Il parco è aperto al pubblico dall’aprile 2003.
 Il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno è il frutto della stretta collaborazione tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e numerosi Enti territoriali, che in molti anni di lavoro ha riportato alla luce quasi un intero quartiere dell’antica città romana. 
La parte iniziale dei lavori fu realizzata tra il 1995 e il 1997 sotto la direzione della soprintendenza, con un finanziamento della Regione Lombardia (F.R.I.S.L), gestito dal Comune di Cividate e l’aiuto della Provincia di Brescia, la Comunità Montana di Valle Camonica, il Bacino Imbrifero Montano di Valle Camonica.
Negli 1998 fu accordato dal Ministero per Beni e le Attività Culturali un finanziamento con fondi derivanti dai proventi del “Lotto”, poi confluito nell’Accordo di Programma Quadro tra il Ministero e la Regione Lombardia. Con esso la soprintendenza ha portato a compimento lo scavo dell’intera area, con la messa in luce di parte del teatro, dell’anfiteatro e delle strutture annesse, ha provveduto al restauro di quanto emerso, nell’ottica di una musealizzazione all’aperto, alla sistemazione degli spazi complementari attorno ai monumenti, con piantumazioni  e percorsi attrezzati completi di pannelli didattici posti nei punti significativi dell’area. 
In una parola, si è provveduto all’allestimento del parco finalizzato alla sua apertura al pubblico, con una sola azione continuata e quindi attraverso un pensiero progettuale univoco ed unificante. Rispetto ad altri parchi archeologici, che spesso hanno un aspetto composito, essendo l’accostamento di interventi operati nel tempo, con diversa filosofia e diversi risultati, questo parco si presenta con un aspetto più semplice frutto di un unico intervento progettuale. 


 
 
 
 
 

 

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