Una
sala del museo

LLa
statua di culto di Minerva
dopo
l'intervento di restauro.
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Il museo Archeologico
della Valcamonica, situato a Cividate Camuno in un edificio donazione
allo Stato dal Consorzio del Bacino Imbrifero Montano di valle Camonica,
è stato inaugurato nel 1981. Nacque con il proposito di raccogliere
i materiali romani recuperati da tempo in epoche diverse. Negli ultimi
decenni si è arricchito soprattutto di materiali dalle stessa
Cividate.
Nel
museo è conservata una interessante raccolta epigrafica. Alcune
iscrizioni preromane mostrano nomi celtici. Molti dati sulla popolazione
dei primi due secoli dell’impero soprattutto può derivarsi dall’esame
dei documenti, sottoposti ad ampio studio in anni recenti. Una peculiarità
del luogo è la quantità di bolli laterizi (lateres signati),
prodotti in larga quantità sul luogo per il fabbisogno di costruzioni
private e pubbliche.
Dalle
abitazioni provengono numerosi elementi architettonici ritrovati nel
corso di scavi casuali degli anni Trenta, tra i quali si distingue un
altorilievo marmoreo con figura virile, ed un oscillum, elemento decorativo
di forma discoidale, usualmente appeso come decorazione nei peristili,
con elementi dionisiaci; una Menade da un lato, un Satiro dall’altro.
Dalle case provengono pure oggetti d’uso quotidiano che testimoniano
i commerci e la qualità di vita di tutta l’area cisalpina.
Dalle
necropoli di Cividate, Borno e Breno provengono numerosi materiali di
notevole interesse esposti nel museo. Delle necropoli solo quella di
Borno ha potuto essere scavata secondo i metodi dell’archeologia stratigrafica,
negli anni Ottanta. L’associazione dei contesti funerari ha potuto essere
così restituita con certezza. La necropoli era composta da almeno
due recinti sepolcrali di una certa importanza, che raccoglievano numerose
tombe a cremazione tra le quali alcune conservavano oggetti di particolare
pregio quali un anello d’oro, una grossa armilla d’argento, orecchini,
fibule. Gli oggetti di pregio erano conservati con le ossa combuste
dentro le urne, mentre quelli di metallo come coltelli e rasoi erano
conservati fuori. Da segnalare nel corredo della tomba 11 un nucleo
di strumenti di ferro e bronzo a testimonianza dell’attività
del defunto.
Ci
sono frammenti di statue di bronzo, che testimoniano l’importazione
di prodotti di notevole pregio artistico: un piede calzato proviene
da una statua onoraria di togato. Ma non si deve dimenticare il pezzo
più importante esposto in museo, la statua di culto di Minerva
dal santuario di Breno, recentemente sottoposta ad un lavoro di restauro
che ha permesso di ricollocare l’elmo, chiarendo così alcuni
aspetti della natura della statua. Essa infatti presenta oltre alle
caratteristiche della Minerva Medica, anche il cimiero della dea Roma
signora del mondo, con una ben calcolata contaminatio che rivela la
valenza politica data alla statua di culto in un santuario celtico romanizzato.
Gli
scavi condotti negli ultimi decenni hanno aggiunto molti elementi e
materiali contestualizzati da scavi stratigrafici. Essi troveranno posto
nel nuovo museo che si prevede sorgerà nel centro di Cividate
in una sede più ampia.
>>> Cliccare
qui per una visita virtuale del museo.
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